Ricordando p. Attilio Benvenuti

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P. Attilio Benvenuti nacque a Roma il 5 giugno 1937 da Costantino e Paola Simonato, ricevette il Battesimo il 25 luglio 1937, presso la parrocchia S. Maria del Buon Consiglio al Quadraro (Roma), e la Cresima il 26 agosto 1945.

Entrò a Porto come aspirante il 10 agosto 1951, presentato ai superiori dal Servo di Dio p. Giuseppe Battistella, che lo conobbe quando era ministrante nella cappella di Torrevecchia. Nel 1955, dopo avere conseguito la licenza ginnasiale, prima dai Padri Sacramentini, poi presso l’Istituto Apollinare di Roma, entrò in noviziato a Roma, sotto la guida del p. Antonio Tramontana, e l’anno successivo, il giorno 29 settembre, professò i voti di consacrazione ad triennium.

Proseguì gli studi liceali all’Istituto Calasanzio in Roma, al termine dei quali fu inviato a Siena, ove si iscrisse al corso di Teologia presso il seminario arcivescovile. Nel 1962 rientrò nello studentato a Roma, proseguì gli studi teologici presso la Pontificia Università Urbaniana (Propaganda Fide) e, tra l’aprile del ‘61 e luglio del ‘63, ricevette gli “ordini minori” dell’ostiariato, lettorato, esorcistato, accolitato e il suddiaconato.

Il 27 ottobre 1963 fu ordinato Diacono presso la Basilica parrocchiale dei SS.mi XII Apostoli in Roma e il 16 febbraio 1964 entrò nell’ordine dei presbiteri presso la Parrocchia di S. Spirito in Sassia per le mani di S. Ecc. Mons. Cesare Zerba.

Quello stesso anno fu assegnato come vicario parrocchiale alla comunità di S. Maria Janua Coeli in Roma, continuò gli studi di licenza in Teologia e, conseguita la Licenza in Teologia, nel 1965 fu trasferito all’Istituto Sacro Cuore di Siena e gli fu chiesto di insegnare le discipline letterarie.

Nel 1969 l’obbedienza lo inviò al collegio San Giuseppe di Prà, come vice rettore degli aspiranti e come docente di lettere presso il Collegio Emiliani dei Padri Somaschi in Genova Nervi. Nel 1971 fu incaricato di insegnare nell’Istituto Sacra Famiglia di Rivarolo (GE).

Fu poi inviato, nel 1974, di nuovo a Siena e nominato superiore della comunità dell’Istituto Sacro Cuore, ove continuò il suo impegno di docenza presso l’istituto tecnico per ragionieri.

Nel 1975 conseguì l’abilitazione all’insegnamento delle materie letterarie nelle scuole secondarie di secondo grado e nel 1978 fu nominato preside della scuola media. In questo periodo prestò servizio anche come cappellano presso l’Istituto delle suore Domenicane.

Nel Capitolo Generale del 1993fu eletto consultore, fu trasferito all’Istituto Antonio Piccardo di Genova e fu nominato superiore, rettore e preside della scuola media.

Fu confermato consultore generale nel successivo capitolo del 1999 e gli fu assegnato l’incarico di maestro di spirito, responsabile della formazione dei professi filosofi e teologi presso la Comunità dello Studentato internazionale di Porto.

Nel 2002 i superiori lo fecero rientrare a Siena e fu chiamato di nuovo a dirigere l’Istituto Sacro Cuore e a gestire il suo delicato passaggio alla conduzione scolastica del movimento do Comunione e Liberazione. In questo periodo fu anche parroco presso la piccola comunità di Sant’Agnese in Vignano (Siena).

Fu poi trasferito nel 2011 alla comunità della B. Vergine Maria Immacolata alla Giustiniana (Roma). Nei 9 anni qui trascorsi dette prova di grande disponibilità al sacramento della riconciliazione e alla direzione spirituale, ma allo stesso tempo il suo fisico fu segnato dall’insorgere di una patologia degenerativa in rapido peggioramento, al punto che nel 2016 si rese necessario il suo trasferimento nella comunità di Porto, dove rimasse fino al giorno della sua vocazione al cielo, il giorno 12 settembre 2020.

Padre Attilio ha risposto con convinzione e generosità alla chiamata del Signore lungo tutti i passaggi della sua esistenza, sempre interpretando l’obbedienza come volontà di Dio che si manifesta provvidenzialmente in mille modi.

P. Attilio era una persona positiva, solare, sensibile, cordiale, generosa, amante della vita e di tutte le cose belle e sane del vivere, capace di stupirsi del buono e del bello che incontrava.

e su di essi esercitava un forte ascendente perché sapeva mettersi in paterno e fraterno ascolto delle loro inquietudini, speranze e progetti con la positività tipica dell’educatore in grado di gestire le forze dirompenti e inarrestabili proprie della giovane età.

Aveva compresso che il docente scolastico è colui che accompagna, incoraggia, consiglia, e non soltanto il colto intellettuale o il professionista competente mediatore di conoscenza. La scuola aveva per lui il compito di promuovere persone capaci di vivere e di impegnarsi come persone, di favorire la crescita globale dell’allievo come capacità di conoscere, di vivere con gli altri, di amare, di scoprire se stessi. Più semplicemente detto: la scuola era per lui una palestra di partecipazione umana e di scambi interpersonali significativi, il luogo dei contatti cordiali e amichevoli con le famiglie degli studenti, creando un clima di fiducia, di amicizia, di confidenza. Prova ne è la sua attitudine a mantenere vivi i legami di amicizia e a coltivare le relazioni, incurante del passare degli anni (dalla “Lettera di Famiglia” n. 53).

Presso dalla Rivista Risonanze 3, 2020

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