In: Risonanze

Gli itinerari catechistici di preparazione ai Sacramenti tendono giustamente e in modo scolastico a comunicare i contenuti della nostra Fede espressi non solo in base alle acquisizioni dei dogmi ma anche dalle risultanze delle riflessioni teologiche sempre in atto nelle comunità cristiane.

Dai testi del NT risulta che il senso di comunità nei cristiani si è costituito non soltanto in base alle verità di fede credute, professate e vissute a livello personale ma soprattutto perché esse sono state celebrate comunitariamente con formule, gesti, spazi e tempi illuminati dalle spiegazioni di provvidi pastori (mistagogia).

Nella narrazione del suo vangelo Luca presenta Gesù che nei momenti decisivi della sua esistenza terrena si mette in ascolto del Padre, anche in presenza di discepoli.

Negli Atti la primigenia comunità si mise in presenza dello Spirito quando si trattò di ricostituire il numero dei Dodici e di stabilire i sette addetti al servizio della mensa comune.

Ad Antiochia Paolo e Barnaba furono inviati in missione tenendo presente l’indicazione ricevuta dallo Spirito di riservare per me Paolo o Barnaba per la missione alla quale li ho chiamati.

A Gerusalemme quando si trattò di stabilire il vero criterio di appartenenza al popolo di Dio venne riconosciuto che abbiamo deciso lo Spirito Santo e noi.

Su questa scia i pastori che maturarono a livello personale il senso, il vigore e la vitalità di quei gesti continuarono ad aiutare le comunità a crescere nella loro identità cristiana.

Non c’erano ancora le università di teologia o le scuole diocesane di formazione teologica e pastorale che furono costituite molto dopo per la formazione degli animatori delle realtà locali o dei responsabili dei seminari, ma non per quella dei fedeli.

Una persona laureata o diplomata in Sacra Liturgia saprà sicuramente trasmettere le istruzioni ricevute sui fondamenti e sugli elementi delle azioni liturgiche ma potrebbe sorgere qualche dubbio nel considerarla in grado di trasmetterle dopo una propria maturazione personale nel presiederle e nel celebrarle.

Ė lecito, oltre che giusto, che i fedeli desiderosi di crescere nella fede si chiedano con quali sentimenti svolge il suo servizio colui che presiede l’azione liturgica e la illumina con l’omelia e con quale sensibilità è vissuta dalla comunità.

Non a caso dall’ascolto previsto nel cammino sinodale emerge l’esigenza che le celebrazioni  della Fede; anche quelle per i battesimi, le cresime, le comunioni e i matrimoni, richiedano una seria riflessione per verificare come sono vissute queste componenti essenziali e irrinunciabili per la crescita della Fede di tutti i fedeli.

Se il pastore non trova in esse un continuo alimento per la propria fede nella loro celebrazione come li può donare con amore al popolo che gli è stato affidato?

Non sono autentici una celebrazione che non evangelizza o un omelia che non porta, durante all’incontro con Cristo risorto.

Se la cura dello spazio del tempo, dei gesti, delle parole, delle vesti, del canto, delle suppellettili non conducono allo stupore di quell’incontro si rischia di rendere impermeabili al mistero pasquale, all’oceano di grazia che lo circonda.

Un pastore non può scambiare la semplicità con la banalità, l’essenzialità con la superficialità, la concretezza con la funzionalità perché la qualità della celebrazione dipende moltissimo dallo stile con cui viene presieduta quell’assemblea

Come mai si accetta quasi supinamente che il popolo cristiano sta riducendo le celebrazioni dei suddetti segni della Fede creduta a semplici cerimonie di adeguamento socio-culturale?

Spero che non sia troppo difficile capire che in questo modo i contenuti della fede creduta e professata diventino rigide formule teologiche da proporre artificialmente affinché siano accettate e propagandate.

O che la fede vissuta solo interiormente si possa trasformare in ricerca di benessere psico-fisico mentre quella correttamente celebrata in forma comunitaria e condivisa manifesta la Chiesa, corpo di Cristo.

Dalla Rivista Risonanze 3-2022, p. 7s

P. Valter Palombi fsmi

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