Ricordando p. Hernán Villalobos FSMI

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Estratto dalla Lettera di Famiglia n.ro 34 in ricordo di p. Hernan Villalobos
Il giorno 11 dicembre u.s. p. Hernán Hipólito Villalobos Villar ha terminato i suoi giorni di vita terrena e si è avviato, chiamato dal Signore, a percorrere le strade che conducono alla vita in Cielo.
Padre Hernan nacque il 5 giugno 1956 a Parral, provincia di Linares (Regione del Maule), in Cile, figlio di Sebastian Enrique e Maria, settimo di otto figli. Fu battezzato nella parrocchia di San Ramon in Retiro (Linares) il 22 luglio 1956 e, successivamente ricevette gli altri sacramenti di iniziazione nella parrocchia di San Francisco a Parral.
Nel 1972 entrò nel seminario minore regionale San Fidel a San Josè de la Mariquina, regione di Los Ríos (Cile), che lasciò dieci anni più tardi e si indirizzò all’insegnamento in alcune strutture scolastiche della sua provincia.
All’inizio del 1991 fu assunto come docente di religione e incaricato della pastorale nel nostro collegio San Patricio in Santiago, dove si dedicò con particolare cura anche alla catechesi familiare e al sostegno spirituale dei colleghi docenti. Così lo descrive un confratello del Collegio San Patricio: «Además de crear un nuevo clima espiritual en el colegio, supo ganarse el afecto y la simpatia de muchos alumnos, por su acompañamiento y confianza que les brindaba (oltre a creare un nuovo clima spirituale nel collegio, ha saputo conquistarsi l’affetto e la simpatia di molti alunni, a motivo del suo accompagnamento e della confidenza che offriva loro)» (Lettera del 28 maggio 1992).
Sono questi gli anni in cui si avvicinò alla Congregazione e al suo carisma e strinse relazioni di amicizia e di fraternità con i nostri padri del Collegio e della vicina Parrocchia in Santiago.
Nella primavera del 1992 partecipò all’Incontro Giovanile Unitario in Oristano; di lì a poco si decise a scrivere la richiesta per il noviziato nel nostro Istituto, che fu accolta positivamente e il 20 settembre dello stesso anno iniziò il noviziato a Poiano, sotto la guida del p. Venturino Cacciotti. Emise la professione religiosa il 12 settembre 1993 presso la parrocchia di S. Maria Ausiliatrice in Verona. Così esprimeva il suo desiderio di consacrazione: «ho tanta voglia di rispondere al Signore con umiltà, semplicità e di bruciare tutte le mie energie a servizio della Chiesa nella fraternità del nostro Istituto» (Lettera al Superiore Generale Luigi Fain Binda, 12 luglio 1993).
Fu assegnato successivamente in Messico, presso la nostra comunità giovanile di N. Señora de Guadalupe in San Pancho, Zitácuaro (Michoacán), dove si dedicò con particolare generosità alla cura dei giovani e alla catechesi dei più piccoli, guadagnandosi il consenso del clero locale e la simpatia di molti fedeli della zona.
Nel 1995 rientrò a Roma per conseguire la licenza in diritto canonico presso la Pontificia Università Urbaniana e per completare il suo percorso di formazione alla vita religiosa. Fu quindi ordinato diacono il 15 giugno 1997 in Fiumicino (Roma) e, rientrato in Cile, fu ammesso all’ordinazione presbiterale e fu consacrato sacerdote presso la parrocchia San Patricio in Santiago di Cile, il 28 dicembre dello stesso anno per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di S. Ecc. Mons. Cristian Caro Cordero, Vescovo ausiliare di Santiago. Così scriveva al Superiore Generale, condividendo la sua esperienza in Congregazione: «Il tempo vissuto in Congregazione è stato ricchissimo di esperienze e di ministero pastorale e non posso che ringraziare il buon Dio che mi ha condotto come, quando e dove ha voluto» (Lettera al Superiore Generale Tullio Pisoni, 1 ottobre 1997).
Nel 1998 fu inviato alla Comunità di San Felipe Neri in Buenos Aires (Argentina), dove fu dapprima vicario parrocchiale e successivamente parroco.
Nel 2003 l’obbedienza lo invitò ad accettare il mandato di parroco presso la parrocchia N. Señora de las Nieves, in Santiago di Cile e contemporaneamente assunse l’incarico di rappresentate legale del Collegio san Patricio. In questi anni lavorò con particolare dedizione nella pastorale giovanile della parrocchia, accompagnò alcuni giovani nel discernimento vocazionale e collaborò intensamente con il tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi.
Si rese disponibile a ritornare in Messico nel settembre del 2011, accettando di seguire nella formazione gli aspiranti messicani presso la Casa Barberini in Kanasin, Merida, Yucatan. Alcuni problemi di salute non gli permisero di continuare il suo impegno con i giovani aspiranti e all’inizio del 2014 fu costretto a rientrare in Cile per sottoporsi ad alcune terapie riabilitative. Fu assegnato presso la comunità di N. Señora de la Esperanza in Valparaíso (Cile).
L’anno successivo, ristabilitosi in salute, fu nominato parroco a San Felipe Neri, superiore della Comunità e rappresentate legale del vicino Collegio San Felipe.
Il 12 ottobre u.s. fu ricoverato d’urgenza all’Ospedale San Juan de Dios in Buenos Aires a causa di una grave emorragia celebrale che lo costrinse allo stato di incoscienza per quasi due mesi, con brevi momenti di lucidità e di reattività agli stimoli esterni. Fu trasferito successivamente nella Clinica AMTA, sempre in Buenos Aires, per un tentativo di recupero neurologico; ma il giorno 11 dicembre u.s. sopraggiunse una grave complicazione cardiaca: era la chiamata definitiva a presentarsi al suo Signore. Probabilmente, il Signore ha pensato attraverso questa dolorosa prova e la progressiva rinuncia all’autonomia personale, di prepararlo all’incontro definitivo con Sé, quell’ incontro nel quale ciascuno si presenta a Dio nella verità della sua vita.
Lo ricordiamo come un uomo intelligente, dal carattere forte, dalla personalità carismatica, dallo spirito determinato, un decisionista negli impegni a lui affidati, e allo stesso tempo di una umanità affabile e accogliente, di un tratto signorile e, ad un tempo, semplice.
S’impegnava a tenere buone relazioni con i ragazzi del collegio e della parrocchia, ed aveva particolare attenzione nell’avvicinare le loro famiglie; era capace di “oltrepassare ogni porta”, proprio per la sua schietta umanità e pronta amicizia. Era entusiasta per il collegio, per l’insegnamento, per l’aiuto che poteva offrire nelle attività educative. Fu per questo che promosse le riunioni di tutti i presidi e responsabili didattici dei nostri collegi in Delegazione, per una comune programmazione didattica e una stessa linea educativa di Congregazione.
Delicata era la sua attenzione a chi era nel bisogno, qualunque fosse il campo del bisogno: la fede, l’aiuto economico, il disagio psicologico, l’inquietudine spirituale.
Nel servizio alla pastorale ordinaria p. Hernan credeva a quella modalità di annuncio del Vangelo che conduce a Dio anche attraverso la via dell’arte, della musica, della poesia. Amava ascoltare e proporre all’ascolto componimenti musicali, sacri e profani, di qualità, e si dedicava a scrivere poesie di particolare sensibilità letteraria, realizzate con linguaggio estetico e simbolico. Nel suo archivio personale sono state ritrovate centinaia di composizioni poetiche e prosastiche, molte delle quali ancora sconosciute ai più.
Riservato nelle sue cose personali, ha cercato di non far pesare la sua malattia: non voleva che alcuna persona entrasse nella sua vita condizionandone il corso, ma soprattutto a nessun altro voleva affidare il peso dei suoi pensieri, delle sue preoccupazioni e delle sue sofferenze. Spesso esprimeva la sua profonda convinzione di fede: che lungo ogni vita, e dunque anche nella sua vita, Dio fa sì che vi sia il tempo di “espiare, purificare, santificare”. Così, crediamo, sia avvenuto nell’ultima fase della sua esistenza, prima di consegnarsi al Signore per il giudizio d’amore che Egli riserva ai suoi servi fedeli.
Caro fratello, che ora contempli da vicino il tuo Signore, tu che, quando eri tra noi, lo hai amato intensamente, e quindi servito nelle diverse membra del suo corpo che è la Chiesa, ricordati di noi, ancora pellegrini sulla terra.
Spesso ragionavi con noi confratelli e dicevi: «Come è vero che ogni comunità umana si impoverisce e, alla fine, muore se non nascono bambini, così succede ad una Congregazione e alle sue comunità se non riesce ad esprimere e a preparare vocazioni di totale consacrazione a Dio e alla Chiesa». Allora, ottienici dal Signore nuove vocazioni alla vita religiosa e al sacerdozio, per le quali hai dedicato tanto impegno. E che il buon Dio ci doni nuove famiglie sante, aperte all’accoglienza, solidali con tutti, promettente presenza nelle nostre Chiese.
Noi ti accompagniamo con la nostra preghiera e con tanto affetto nel tuo “santo viaggio”, perché tu giunga là dove nessuno potrà mai separarti dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore. Amen.
p. Roberto Amici, Superiore Generale.
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