Ricordando p. Manfredo Falasca

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Nacque 100 anni fa a Schiavi d’Abruzzo (Chieti), il 25 gennaio 1920, da Antonio e Maria Colangelo. Rimarrà sempre legato al suo paese d’origine, ricordando con riconoscenza le sue radici e nutrendo sempre un affetto particolare verso quel mondo culturale e familiare da cui proveniva.

Fu battezzato il 30 gennaio dello stesso anno presso la parrocchia di S. Maurizio Martire in Schiavi e cresimato il 23 settembre 1928.

Fu presentato ai superiori del nostro Istituto dallo zio materno, S. E. Mons. Nicola Colangelo, vescovo di Nardò (Lecce), e fu accolto nel nostro aspirantato di Porto nel 1936; fu poi trasferito a Genova per terminare gli studi ginnasiali, e qui seppe dimostrare grande attenzione verso malati e sofferenti, assistendo con esemplare carità fraterna alcuni confratelli infermi. Rientrato a Roma per il noviziato canonico, vi emise i voti di consacrazione religiosa l’8 settembre 1940.

Frequentò il liceo in parte nelle scuole interne di Genova, in parte a Siena, prima nel seminario arcivescovile, poi al Liceo Tolomei, dove conseguì il diploma di maturità classica. I successivi studi teologici a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana (ex Propaganda Fide), furono interrotti nel 1943, a causa di una forzata permanenza in famiglia al suo paese d’origine, Nel settembre del 1944, in piena guerra mondiale, emise la professione perpetua con animo docile e abbandonato alla volontà di Dio, come testimoniano alcune sue lettere inviate ai Superiori maggiori. «Mi metto nelle mani dei Superiori con il più completo abbandono, facciano di me quello che vogliono, senza timore di contrariare i miei gusti; sono pronto a tutto e, con l’aiuto di Dio, ubbidirò a tutto e sarò contento di tutto» (Lettera del 16 agosto 1944). «Non son venuto a farmi prete religioso né per diventare direttore, né qualsiasi altra cosa, ma solo per diventare santo, secondo le norme e la guida dei superiori (…). Voglio curare e fare solo gli interessi di Dio, amarlo e farlo amare da tutti. Se poi i superiori ritenessero che i fatti non corrispondano a queste belle parole, vogliano compatire la mia debolezza e aiutarmi nella preghiera e in ogni altro modo» (1 settembre 1944).

Sempre a Roma, negli anni 1945-46, secondo l’iter formativo allora vigente, ricevette gli ordini minori (tonsura, ostiariato, lettorato, esorcistato) e il Suddiaconato.

All’Ordinazione Diaconale (31 maggio 1947) seguì subito dopo l’Ordinazione Presbiterale (5 luglio 1947). Fu quindi assegnato alla comunità del Mascherone.

Conseguita la licenza in S. Teologia nel Giugno del 1948, fu chiamato a prestar servizio come vice-maestro ed economo presso la casa di noviziato “Villa Romitello”, nell’attuale quartiere di Torrevecchia in Roma. Contemporaneamente si iscrisse prima alla facoltà di Matematica, poi alla facoltà di Lettere Classiche all’università di Roma. In questi anni, con vero zelo apostolico, prestò la sua opera caritativa alla “mensa dei poveri”.

Nell’ottobre del 1950 fu trasferito a Porto, come insegnante dei giovani aspiranti e, nell’ottobre del 1954, ottenuta la dichiarazione di equipollenza, valida per la docenza delle Materie Letterarie, fu incaricato dell’insegnamento presso la scuola media “G. Bruzzone” di Fiumicino.

Nel 1957 fu poi trasferito a Genova, dove insegnò presso la nostra Scuola “Sacra Famiglia” in Rivarolo e dove, nel 1963, conseguì la laurea in Lettere Classiche presso l’Università Statale. Nel 1964 venne inviato alla nostra casa di formazione a Genova Prà, come preside e insegnante. L’anno successivo rientrò a Rivarolo per l’insegnamento, continuando il servizio formativo a Prà con la predicazione dei ritiri mensili agli aspiranti, Nel 1966 fu assegnato alla comunità del Mascherone, ove continuò l’insegnamento sia ai nostri aspiranti di Porto, sia presso la nostra Scuola Bruzzone in Fiumicino.

Nel 1970 gli fu chiesto di risiedere a Siena e svolgere l’incarico di professore presso il nostro liceo scientifico Sacro Cuore e nel 1976 rientrò a Roma nella comunità del Mascherone, come direttore spirituale dei nostri convittori, rimanendovi fino al suo Dies Natalis, con una breve parentesi pastorale presso la parrocchia Stella Maris in Fiumicino, e ricoprendo vari e importanti servizi: Segretario Generale, cappellano presso le Figlie di S. Giuseppe e le Serve di Maria, Postulatore Generale (1989-2011).

In questi anni si dedicò con passione allo studio della vita e degli scritti di Giuseppe Frassinetti, promuovendone la fama di santità e pubblicando due ampie biografie e numerosi saggi monografici. Con grande meticolosità si dedicò, inoltre, come Postulatore, al riordino dell’archivio frassinettiano e reperì importanti documenti e manoscritti, contribuendo in modo decisivo al riconoscimento delle virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Frassinetti, dichiarato “Venerabile” il 14 maggio 1991 da S. Giovanni Paolo II.

Questi gli aspetti particolari che lo hanno contraddistinto: 1) l’amore per lo studio e il lodevole interesse per la cultura letteraria e biblica, sostenuto da intelligenza viva e da capacità intuitiva; 2) l’amore per il presbiterato e l’ammirazione per la grandezza della dignità sacerdotale; 3) l’attenzione per il voto di povertà e per la vita semplice 4) la fedeltà alla preghiera e all’ufficio delle ore (dalla “Lettera di Famiglia” n. 52).

Presso dalla Rivista Risonanze 3, 2020

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